Poiché la località chiamata Ronchi amministrativamente è parte di Mezzolara, è necessario un accennoanchealla sua storia. Fino alla metà dell'Ottocento formava il comune di Bagnarola di Stato o dei Ronchi di Bagnarola, formazione che risale al Cinquecento, quando la grande Bagnarola si divise in due comunità: Bagnarola di Sopra, a sud, e Bagnarola di Sotto, o Ronchi, a nord. Questa comprendeva allora terre attualmente parte di Cazzano e di Bagnarola.ronchi03_thumb
La denominazione Ronchi risale all'alto medioevo, riferita ad un vastissi-mo territorio che formava una «massa», possedimento della Chiesa ravennate, estesa fra l'Idice e la Gaiana, di cui la nostra località faceva parte e di cui ha mantenuto il nome. La massa esisteva ancora come unità fondiaria, con il suo vasto territorio ed il suo nome, nel 1455. Essa manteneva quin¬di tale denominazione quando funzionava da più di un secolo e mezzo la chiesa che ne conserva oggi il nome: Ecclesia Sancti Jacobi de Ronchis, la Chiesa di S. Giacomo dei Ronchi, registrata nell'elenco ecclesiastico dell'anno 1300 e dipendente dalla Pieve di S. Giovanni in Triario. Non la troviamo nell'elenco per la decima del 1315, ma riappare in quello del 1366 e nei seguenti, passata nella giurisdizione della Pieve di Budrio. Più tardi, al titolo di S. Giacomo venne unito quello di S. Filippo.
Non è rimasta alcuna traccia della primitiva costruzione (riferibile al tardo Duecento) nella struttura odierna dell'edificio sacro, che fu rifatto e ingrandito nella prima metà del secolo XVI; a quell'epoca è ascrivibile il campanile, a base quadrangolare, il quale ha mantenuto la forma originale, eccetto alcune modifiche nella parte superiore.
Confrontando l'aspetto odierno della chiesa con quello che appare in un incisione della metà dell'Ottocento, notiamo le trasformazioni operate negli ultimi anni di quel secolo e nei primi dell'attuale: coperta l'unica navata da una volta, nel decennio 1924-1933 fu rialzata e restaurata la cappella maggiore e si crearono le due cappelle minori in corrispondenza degli altari laterali; per ultima, furono aggiunte alla facciata le due ali con le nicchie per le statue dei Santi titolari.
L'interno presenta due cappelle per lato divise da un piccolo vestibolo; alcuni lavori eseguiti negli anni Settanta, hanno messo in luce le probabili basi originali dei pilastri cinquecenteschi, in mattoni.
La bella pala dell'altare maggiore, rappresenta la Madonna di Loreto fra i due Santi titolari della chiesa (tardo Cinquecento bolognese); notevole nella seconda cappella a destra una terracotta seicentesca che raffigura la Madonna della Salute, (o «degli infermi») collocata nella chiesa nel 1755 dal cardinale Vincenzo Malvezzi; precedentemente era in un'edicoletta situata in un vicino podere della famiglia bolognese Bentivoglio.
Nella campagna dei Ronchi esistono ancora molte case coloniche antiche, con i loro bei fienili settecenteschi; di un'edilizia rustica perfettamente inserita nel paesaggio è pure esempio una graziosa cappella di probabile impianto del secolo XVIII, dedicata al SS. Salvatore; sconsacrata, è ora adibita ad usi agricoli. Appartenne nell'Ottocento ai conti Ranuzzi Malvezzi; ora è proprietà Bertocchi.

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