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Questo oratorio, così chiamato in quanto dedicato a S.Antonio Abate, è stato lasciato in eredità alla Chiesa Parrocchiale di S.Michele Arcangelo nel 1693 da tale Giovanni Battista Fabbri, cittadino e notaro pubblico di Bologna, unitamente ad un fondo denominato S.Donino, con "obbligo ingiunto al Sig. Arciprete pro tempore di fare celebrare ogni anno in perpetuo (...) messe numero cinquanta" all'interno della cappella."
L'altare risale al 1785 ed è opera di Giovanni Battista Lipparini. L'oratorio subì importanti interventi di ristrutturazione nel 1829 in seguito alla costruzione di frabbricati adiacenti. in suo posto vi è un'altra icona della Madonna.
Nel 1834 i parrocchiani ed il parroco chiesero di potere portare nell'Oratorio, in un sottoquadro, l'immagine della Beata Vergine del Rosario, alla quale erano molto devoti in quanto rimasta intatta dopo essere stata colpita da un fulmine nel 1699; oggi tale immagine si trova nella Chiesa di Mezzolara e in suo posto si trova un'altra icona della Madonna. Più in alto un'immagine del Padre Eterno.
Sull'altare, in origine, vi era un quadro del Santo, rimosso nel 1837 in quanto in cattivo stato e sostituito con un'immagine della Beata Vergine; del quadro del Santo non si hanno più notizie.
Verso il 1840 il podere venne dato in enfiteusi alla famiglia Sforza, ma venne coinvolto nel fallimento di questa famiglia i cui beni passarono al Sig.Paglia. Lo stesso Paglia affrancò l'enfiteusi nel 1890 ed il ricavato venne trasformato in Consolidato del Regno. I frutti vennero investiti per il rifacimento della Chiesa parrocchiale e da allora non si fecero più grandi lavori nell'Oratorio . Abbiamo unicamente notizia di un rifacimento dell'intonaco fatto fare da Don Caprini nel 1901 e della costruzione di un nuovo marciapiede e di lavori all'esterno fatti fare da Don Gavina nel 1937.

 

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